sparate sulla croce rossa
ottobre 8, 2010 2 commenti
enrico lucci al roma wine festival. ovvero l’inevitabile e ossigenante satira sull’istituzionalizzazione di pratiche pornografiche collettive, come ad esempio questa kermesse.
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/184938/lucci-il-vino.html#tc-s1-c1-o1-p1
troppi festival, troppe fiere. e cmq troppe partita iva per tutelare quell’aura di poesia che molti vagheggiano come soluzione al male del giorno. assurdo che per accedere in massa a fasce di prezzo da clienti privilegiati ci si tuteli sdoganando distillato di pacchianeria dialettica. è l’uso improprio di termini tecnici a rendere antipatica una bevanda che per usi e costumi troppo spesso diventa status symbol. le pose da poeta arcadico del somellier di default di fronte alle telecamere diventano letteralmente un corpo contundente.
“ricerca forzata dell’emozione, quella da 5 euro a bottiglia in più, condotta con budget stringati in situazioni sfigate da avanzi di facoltà umanistiche. vorremmo aiutare lucci a lapidare questa lambretta rossa che è la wannabe-eccellenza italiana”
l’enrico non deve fare altro che raccogliere i cocci di tutto questo per far ridere. sarà anche umorismo facile e un po’ triviale, ma fa leva su sensazioni evidentemente molto radicate nel pubblico televisivo. come pensare ad una cura senza sfocciare nel grottesco?
Grazie per la citazione
come fare? è una bella domanda a cui dare una risposta non è così facile. Certamente le distanze tra consumatori “comuni” ed appassionati e/o esperti è sempre più ampia. Ma è più che altro una questione solo terminologica o di relazione con il nettare di bacco? Perché quello che per me è “oggetto” di analisi, per un altro è solo un liquido, chiaro o scuro non importa, che deve accompagnare un pasto. E poi, come mi hanno fatto rilevare, siamo così sicuri che al consumatore “comune” interessi davvero quello che un esperto (o presunto tale) abbia da dire? Un caro saluto. Faber
il consumatore che si è idealizzato ultimamente le parole le adora! fiumi di parole su ciò che è pittoresco e su cosa bello, su ciò che è a modo e su ciò che è relax. lui sta lì passivo e mite ad ascoltare tutto! ma è ovviamente un’idealizzazione. magari le cose che lucci esprime le pensa pure il consumatore.
come cavarglielo, questo SUO giudizio? questo è il busillis.