sparate sulla croce rossa

enrico lucci al roma wine festival. ovvero l’inevitabile e ossigenante satira sull’istituzionalizzazione di pratiche pornografiche collettive, come ad esempio questa kermesse.

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/184938/lucci-il-vino.html#tc-s1-c1-o1-p1

troppi festival, troppe fiere. e cmq troppe partita iva per tutelare quell’aura di poesia che molti vagheggiano come soluzione al male del giorno. assurdo che per accedere in massa a fasce di prezzo da clienti privilegiati ci si tuteli sdoganando distillato di pacchianeria dialettica. è l’uso improprio di termini tecnici a rendere antipatica una bevanda che per usi e costumi troppo spesso diventa status symbol. le pose da poeta arcadico del somellier di default di fronte alle telecamere diventano letteralmente un corpo contundente.

“ricerca forzata dell’emozione, quella da 5 euro a bottiglia in più, condotta con budget stringati in situazioni sfigate da avanzi di facoltà umanistiche. vorremmo aiutare lucci a lapidare questa lambretta rossa che è la wannabe-eccellenza italiana”

l’enrico non deve fare altro che raccogliere i cocci di tutto questo per far ridere. sarà anche umorismo facile e un po’ triviale, ma fa leva su sensazioni evidentemente molto radicate nel pubblico televisivo. come pensare ad una cura senza sfocciare nel grottesco?

Info tommi
enologo e produttore radiofonico

2 risposte a sparate sulla croce rossa

  1. enofaber scrive:

    Grazie per la citazione :-) come fare? è una bella domanda a cui dare una risposta non è così facile. Certamente le distanze tra consumatori “comuni” ed appassionati e/o esperti è sempre più ampia. Ma è più che altro una questione solo terminologica o di relazione con il nettare di bacco? Perché quello che per me è “oggetto” di analisi, per un altro è solo un liquido, chiaro o scuro non importa, che deve accompagnare un pasto. E poi, come mi hanno fatto rilevare, siamo così sicuri che al consumatore “comune” interessi davvero quello che un esperto (o presunto tale) abbia da dire? Un caro saluto. Faber

    • tommi scrive:

      il consumatore che si è idealizzato ultimamente le parole le adora! fiumi di parole su ciò che è pittoresco e su cosa bello, su ciò che è a modo e su ciò che è relax. lui sta lì passivo e mite ad ascoltare tutto! ma è ovviamente un’idealizzazione. magari le cose che lucci esprime le pensa pure il consumatore.
      come cavarglielo, questo SUO giudizio? questo è il busillis.

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